domenica 18 maggio 2008

Il ricordo e la rabbia

E' in programma per questi giorni l'apertura, presso la promotrice delle belle arti al valentino di Torino, della mostra: "Olivetti, quando il mito era una fabbrica"; la mostra, secondo gli organizzatori, "più che una celebrazione vuole essere un tentativo di andare oltre la barriera dei luoghi comuni, l'abitudine di pensare l'olivetti per parti: l'olivetti è stato un tutt'uno di tecnica, tecnologia, architettura, design, impegno sociale, grafica, cultura, politica...
Sono Sempre molto contento quando si promuovono mostre e celbrazione per grandissimi della storia italiana. Il ricordo di due personaggi come Camillo e Adriano Olivetti va rinnovato sempre perchè tutto quello che ci hanno insegnato è applicabile ancora oggi e lo sarà per sempre. Il ricordo è importante, come ho detto, ma mi piacerebbe si discutesse anche di come e di chi abbia smantellato tutto un patrimonio economico, culturale, sociale in pochissimo tempo e in modo cosi brutale e arrogante.
D'accordo, è vero che la crisi dell’olivetti fu dovuta al fatto che nel produrre computer a scarmagno non s’era più competitivi. E' un dato di fatto.Basta guardarsi intorno per capire che non c’è altra spiegazione: la ibm ora li produce in cina, la hp idem, la lenovo è cinese, la compaq è fallita, la siemens non produce più pc ecc.. E Se anche andiamo a farci un giro nella tanta vituperata silicon valley non troveremo una situazione particolarmente rosea: occupazione eccellenze dimezzate rispetto ai tempi d’oro. E’ solo da questo presupposto che può partire qualsiasi discorso sull’olivetti. Molte volte sento dire: l’olivetti non c’è più perchè tutti rubavano, l’olivetti non c’è più perchè debenedetti non ha investito un quattrino, l’olivetti non c’è più perchè i dirigenti erano degli incompetenti, l’olivetti non c’è più perchè la gente non aveva voglia di lavorare….SONO SOLO CAZZATE! sarebbe come dire che l’italia è un paese in declino industriale perchè i parlamentari prendono stipendi troppo alti. Ma fatemi ridere!!!Per smentire questi luoghi comuni vorrei solo ricordare qualche piccolo particolare:

1) DeBenedetti sarà anche un furbone ma senza di lui l’olivetti saebbe morta alla fine degli anni 70 quando una forte crisi finanziaria la stava soffocando inesorbilmente; “l’ingegnere” è colui che ha traghettato l’azienda dalla meccanica all’elettronica e, in ultimo, per non scordarcelo mai, ha creato due società chiamate omnitel e infostrada che se oggi fossero ancora del gruppo farebbero la fortuna non solo del canavese ma di tutta l’Italia. Se vogliamo realmente sapere chi ha svenduto queste “due creature” con potenziali enormi per riempirsi le tasche di stock option e popolarità dovremo rivolgerci a qualcun altro: tal rag. Roberto Colaninno da Mantova. Questo signorotto di “razza padana” ha disperso una ricchezza enorme per il paese e ora non solo è agli onori della cronaca per la sua carica di presidente della Piaggio ma anche per essere il padre di uno dei parlamentari outsider del partito democratico…mi hanno sempre spiegato che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli ma per dirla alla andreottiana:”a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

2) I dirigenti dell’olivetti sono stati delle ciofeche? Ma ne siamo cosi sicuri?
MARISA BELLISARIO, già presidente “olivetti corporation of america” negli anni 80, una delle manager fiore all’occhiello dell’Italia, fu inoltre, prima della sua precoce scomparsa, presidente di italtel.
ELSERINO PIOL,medaglia d’oro Olivetti, già presidente di “olivetti system and network” e di “Olivetti Telemedia” nonchè primo presidente di “omnitel” e “Infostrada”, è oggi presidente di Elitel, nota società di consulenza di tlc, oltre ad essere advisor di fondi di ventur capital;
FRANCO TATO’,spilla d’oro olivetti, già amministratore delegato di “Olivetti Office” dall’88 al 92 è stato in seguito: presidente della “Arnoldo Mondadori”, presidente dell’”enel”, dall’agosto 2003 è Amministratore delegato dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani;
ANGELO FORNASARI, spilla d’oro olivetti, già diettore finanziario del gruppo è tutt’ora docente di contabilità e bilancio nelle aziende multinazionali presso “l’università di milano-Bicocca”;
CORRADO PASSERA, già amministratore delegato di olivetti, è stato: A.d di poste italiane fino al 2003 e tutt’ora presidente e a.d di “intesa-sanpaolo”, maggior gruppo bancario italiano ed europeo.ecc ecc ecc. la lista potrebbe proseguire all’infinito ma il dato di fatto è: avere nel curriculum un incarico diringenziale in olivetti non è mai stata una zavorra, semmai il contrario!

3) Mio padre è stato dirigente per dodoci anni alla olivetti e non ha mai portato a casa nemmeno le gomme per cancellare; questo non vuol dire che molti altri facessero diversamente ma il fatto che in ogni azienda ci sia gente che non lavora o che se ne approfitta di certe situazioni è un fatto fisiologico. Di una cosa sono certo: se a metà degli anni 90 a tutti i cassaintegrati olivettiani fosse stato chiesto di tornare sul loro posto di lavoro state certi che tutti sarebbero stati contenti di tornare con la voglia di dare una mano per risollevare la situazione; questo per dire che se un prodotto ha mercato, se un prodotto è competitivo la pigrizia o la furbizia dei pochi incide dello 0,001 % sui conti di un’azienda!

Concludo solo con una citazione da “Il Sole 24 ore” di oggi 18/05/08:
“Nel 2008 l’olivetti è finalmente la più grande società di telecomunicazioni in Italia: Omnitel e infostrada per la prima volta dalla loro nascita sono riuscite nell’intento di superare il fatturato e il numero di addetti di telecom e presto ne prenderanno il posto come azienda leader in Italia, in Europa, nel mondo”.


E’ solo un sogno?

1 commento:

Guamma ha detto...

mmm mi ricorda qualcosa questo post..

già commentato sin troppe volte questi discorsi..